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Sabbia nel cuore 


Sono stata negli abissi come una sirenetta, in un regno popolato di coralli, anemoni e creature variopinte ed ho imparato a raccogliere conchiglie ed ostriche con perle di rara bellezza.
Ho udito voci confuse, che sembravano il sussurrare di delfini innamorati o canti di gabbiani posati a pelo d'acqua, che mi hanno richiamato ad emergere, seppure nell'ostile mare d'autunno di questa stagione già fredda. Fino a riuscire a scorgere la luce lontana di un faro antico, nella nebbia.
Giunta in superficie, cristalli di ghiaccio hanno abbandonato il mio cuore sciogliendosi, ed ho imparato a costruire castelli di sabbia… sull'acqua.
Con le manine ancora piccole, ma già capaci, ho dipinto il mio mondo, utilizzando tutti i colori dell'arcobaleno e la  polverina delle ali di farfalle.
Camminando sul  bagnasciuga, ho trovato stelle marine e piccoli granchietti imbrigliati nelle alghe, seguendo le orme di uno sconosciuto. Ma ho tessuto sogni di cristallo, troppo coraggiosi e fragili.
Così, ho abbandonato il mare scegliendo di raggiungere il deserto e là, ho imparato a far penetrare le mie radici nella sabbia, fino a farle intrecciare con sottili sentieri d'acqua sotterranei, da cui trarre nutrimento per sopravvivere all'aridità, nella solitudine delle notti ventose e senza luna, dove neppure le aquile osano volare.
Ed è lì, che piccoli germogli sono divenuti vita, dimostrando che l'amore, può far sbocciare un fiore nel deserto e che solo in profondità vi è l'essenza di esso.
Non importa se nel mare o nel deserto; non è sbagliato sognare di cercare e raccogliere conchiglie, o costruire castelli, o dipingere il mondo, o divenire fiore.
Sarebbe sbagliato non farlo affatto…

Nadia Monari

 

 
 
Prigione di cristallo
 
Impercettibili urla squarciano il silenzio della notte senza vento. Si staccano lentamente i petali di rosa senza nessun rumore, mentre la trasparenza di un cristallo di ghiaccio inganna i sensi. Incastonato in esso l’amore appare come un prisma colorato senza spigoli, evanescente e prigioniero del cristallo, non sa che soffocato in quel silenzio comunque non morirà mai.
Ho sferzato colpi sulla parete senza scalfire il ghiaccio che si stà sciogliendo, pensando che al di là di esso vi fosse la vita e qui la prigione.
Ora so che la prigione è là fuori e la vita, la libertà e l’amore sono qui dove il ghiaccio riesce a scaldare un cuore stanco, debole e devastato dal dolore.
Somiglia tanto alle lucine di natale questa altalena che non si fermerà mai più e ondeggerà insieme all’impeto dell’anima che è rimasta con le manine fisse su quelle catene arrugginite, all’alba di un mattino d’estate.
Il ghiaccio continuerà a trasformarsi in acqua e l’acqua sarà per sempre fonte di vita. Ma la vita, non avrà mai la libertà di esistere fuori dalla prigione, senza l’amore.
L’inerpicarsi dell’edera su una parete rocciosa ripida e difficile da sovrastare, contrasta con l’apparente semplicità delle radici del bambù nell’acqua che non smettono mai di nutrirsi di essa.
Chissà se tornerà mai questa mia voglia di abbracciarti…
Il sorriso di una bimba mai nata, appoggiata dietro a quel cristallo da cui non può staccarsi, risveglia la consapevolezza che un sottile strato può separare per sempre le anime.
Gli occhi di quella stessa bimba possono raggiungere il mondo intero e con la loro immensa semplicità, possono esprimere senza rimproverare, il loro triste pensiero lontano nei tempi di scuola, dove una mamma seduta al banco, tenta di alzare la mano per chiedere aiuto senza che nessuno se ne accorga.
E non bastano i canti di natale o l’attesa su una vecchia panchina o salvare una vita o fuggire lontano o aiutare un pettirosso infreddolito caduto dal nido. Tutto questo non basta per colmare quel vuoto e riempire quello spazio che mi separa dalla vita, quello spazio impercettibile ma crudele che mi confina dietro quel cristallo, in quella prigione da cui non uscirò mai più.
 
Nadia Monari

La mia Africa...

Un bimbo al mattino andava sulla spiaggia a ributtare le stelle marine che erano portate in secca dalle onde. 

Quando qualcuno lo vide, gli disse che tale lavoro era completamente inutile, perchè egli non sarebbe mai riuscito a ributtare in mare tutte le migliaia di stelle, che si trovavano sul bagnasciuga.

Il bambino con calma guardò la stella che aveva ancora in mano, la buttò in acqua e poi rispose: "per questa stella sicuramente non è stato inutile".


(Madre Teresa di Calcutta)

  


Se riuscirò ad impedire a un cuore di spezzarsi,
io non avrò vissuto invano.
Se riuscirò ad alleviare il dolore di una vita, o alleviare una pena,
o aiutare un pettirosso caduto a ritrovare il suo nido,
io non avrò vissuto invano.

If I can stop one heart from breaking,
I shall not live in vain.
If I can ease one life the aching, or cool one pain,
or help one fainting robin into his nest again,

I shall not live in vain.

Emily Dickinson


 

Perla nera

Mi siedo sul greto del lago e osservo l’acqua che scorre. I miei pensieri veloci seguono le correnti che, incessanti e fugaci portano lontano, oltre il filo spinato del tempo e dei ricordi. Non è colpa dell’acqua se pian piano si infiltra nella roccia e la spacca. L’ombra di un baobab mi protegge, mentre un volo di fenicotteri risveglia in me questa voglia di fuggire per salvarmi.
Le acque del lago si tingono di rosa e si accende il contrasto con il blu del cielo, che nasconde le stelle, che pur se presenti, nessuno potrà vedere fino a notte.
Le mie dita raccolgono terra rossa che stringo chiudendo il pugno, mentre piedi scalzi sconosciuti, si avvicinano per regalarmi un sorriso che si confonde con la bellezza del lago.
In un solo istante quella perla nera raccolta precocemente, mostra l’immensità dell’amore e riesce ad accendere tutte le stelle nascoste; mentre un flebile vento caldo accarezza i nostri corpi, tutto intorno si ferma, persino i fenicotteri smettono di volare e tornano a posarsi sulle acque del lago.
Chiudo gli occhi e odo il pianto stridulo di bimbi e il suono di un tonfo sordo: è l’impatto di un corpicino, con la nuda terra uguale a quella che stò stringendo tra le dita.
Apro il pugno, la terra rossa cade disperdendosi come polvere cosmica, residua dalla coda di una cometa che nella notte di Natale, non ha mai dimenticato di sovrastare la sua Africa.
E l’Africa, non tradirà mai quella terra rossa, né tutte le perle nere che essa contiene.
 
Nadia Monari

 

Frammenti di poesie...

 

Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani. Perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere.

(Dalai Lama)

 

“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro.
Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” 

(Artur Schopenhauer)

 

Non aspettare di finire l'università, 
di innamorarti, di trovare lavoro, di sposarti, di avere figli, di vederli sistemati,
di perdere quei dieci chili,
che arrivi il venerdì sera o la domenica mattina,
la primavera, l’estate, l’autunno o l’inverno.
Non c’è momento migliore di questo per essere felice.
La felicità è un percorso, non una destinazione. 
Lavora come se non avessi bisogno di denaro,
ama come se non ti avessero mai ferito 
e balla, come se non ti vedesse nessuno.
Ricordati che la pelle avvizzisce,
i capelli diventano bianchi e i giorni diventano anni.
Ma l’importante non cambia: 
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è il piumino che tira via qualsiasi ragnatela.
Dietro ogni traguardo c’è una nuova partenza. 
Dietro ogni risultato c’è un’altra sfida.
Finché sei vivo, sentiti vivo.
Vai avanti, anche quando tutti si aspettano che lasci perdere.

 

Ho scoperto un paradosso,
che se ami
finché ti fa male,
poi non esiste più dolore,
ma solo più amore.

(Madre Teresa di Calcutta)

 

«Dicono che durante la nostra vita abbiamo due grandi amori. Uno con il quale ti sposerai o vivrai per sempre, può essere il padre o la madre dei tuoi figli: con questa persona otterrai la massima comprensione per stare il resto della tua vita insieme.
 E dicono che c’è un secondo grande amore, una persona che perderai per sempre. Qualcuno con cui sei nato collegato, così collegato, che le forze della chimica scappano dalla ragione e ti impediranno sempre di raggiungere un finale felice. Fino a che un giorno smetterai di provarci, ti arrenderai e cercherai un’altra persona che finirai per incontrare. Però ti assicuro che non passerà una sola notte senza aver bisogno di un altro suo bacio, o anche di discutere una volta in più. Tutti sanno di chi sto parlando, perché mentre stai leggendo queste righe, il suo nome ti è venuto in mente. Ti libererai di lui o di lei e smetterai di soffrire, finirai per incontrare la pace, però ti assicuro che non passerà un giorno in cui non desidererai che sia qui per disturbarti. Perché a volte si libera più energia discutendo con chi ami, che facendo l’amore con qualcuno che apprezzi»
 
(Paulo Coelho, El Zahir)

 

 

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